Dopo aver reso omaggio a don Primo Mazzolari, Papa Fracesco si è spostato in Toscana, a Barbiana, dove in forma privata ha visitato la tomba di don Lorenzo Milani.
L’elicottero del Papa, intorno a mezzogiorno e mezzo, si è alzato in volo dal campo poco sotto il cimitero di Barbiana. Tra quelle mura di pietra, Francesco si è un’ora prima fermato in preghiera sulla tomba di don Lorenzo Milani, «priore di Barbiana dal 1954», dopo aver visitato Bozzolo, il paese di don Mazzolari. Poco più in là, le sepolture di Giulia Lastrucci e Eda Pelagatti, madre e figlia, che seguirono don Lorenzo da Calenzano nell’«esilio» sulle falde del Monte Giovi e condivisero con lui la Parola di Dio e l’amore per i poveri.
Francesco è voluto entrare da solo nel minuscolo campo santo dove don Lorenzo si era comprato il pezzo di terra appena arrivato a destinazione e dove da cinquant’anni è sepolto, secondo le sue volontà, con i paramenti sacri. Il Papa non ha voluto nessuno, nemmeno la telecamera del Centro televisivo vaticano. Una preghiera totalmente privata, nel silenzio assoluto.
Dal cimitero, Francesco è risalito alla piccola chiesa e poi alla canonica dove a piano terra si trova ancora l’aula scolastica con i grafici sulla composizione del Parlamento, gli schemi per lo studio delle lingue e l’ormai famoso astrolabio costruito pezzo pezzo dai ragazzi. Alla fine della breve visita a questo che può essere definito un «percorso didattico» mantenuto intatto dalla «Fondazione don Lorenzo Milani», è avvenuto l’incontro all’aperto con i pochi ammessi nello spazio angusto di Barbiana che ancora, nonostante tutto, riesce a dare l’idea di cosa fosse questo posto nel dicembre del 1954 quando don Lorenzo ci si arrampicò dopo giorni e giorni di pioggia.

