Papa Francesco: «Gesù prepara i suoi al martirio, ma non li lascia soli»



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«Gesù prepara i suoi al martirio, ma non li lascia soli»

Non abbiate paura, nelle tribolazioni, nelle difficoltà, nei dubbi. Dio ci ama. Questo ripete papa Francesco spiegando, all’Angelus, il Vangelo del giorno. Affacciandosi dalla finestra del palazzo apostolico Bergoglio ricorda che «andare in missione non è fare turismo» e che per questo Gesù prepara i suoi alle difficoltà che dovranno incotrare. Li prepara al martirio, alla persecuzione, come avviene ancora oggi per tanti cristiani. Ma, proprio in mezzo alle persecuzioni, il cristiano non deve mai dimenticare che «Dio non ci lascia soli». Il grido: «Non abbiate paura» risuona più volte in piazza San Pietro mentre Francesco sottolinea che, come Gesù ha ricordato, «non bisogna avere paura di quelli che hanno il potere di uccidere il corpo, ma non hanno il potere di uccidere l’anima». La missione non è una passeggiata e l’invio «in missione non mette al riparo da fallimenti e sofferenze, non garantisce il successo». Ma il successo nella testimonianza, dice ancora Francesco, non sta negli onori e nelel vittorie, ma «nella fedeltà a Cristo». Le difficoltà sono una possibilità di crescere ancora di più nella fiducia verso Dio». Certo, «mettere in conto sia la possibilità del rifiuto, sia quella della persecuzione spaventa un po’, ma è la verità». Per due volte il Papa ripete che «non esiste la missione cristiana all’insegna della tranquillità». E poi aggiunge: «Le difficoltà e le tribolazioni fanno parte dell’opera di evangelizzazione, e noi siamo chiamati a trovare in esse l’occasione per verificare l’autenticità della nostra fede e del nostro rapporto con Gesù. Dobbiamo considerare queste difficoltà come la possibilità per essere ancora più missionari e per crescere in quella fiducia verso Dio, nostro Padre, che non abbandona i suoi figli nell’ora della tempesta. Nelle difficoltà della testimonianza cristiana nel mondo, non siamo mai dimenticati, ma sempre assistiti dalla sollecitudine premurosa del Padre».

Ma oltre che delle persecuzioni, Francesco invita a essere in guardia contro la tranquillità. A testimoniare Cristo «coraggiosamente nelle situazioni di ogni giorno, anche in contesti apparentemente tranquilli. In effetti, una forma di prova può essere anche l’assenza di ostilità e di tribolazioni. Oltre che come «pecore in mezzo ai lupi», il Signore, anche nel nostro tempo, ci manda come sentinelle in mezzo a gente che non vuole essere svegliata dal torpore mondano, che ignora le parole di Verità del Vangelo, costruendosi delle proprie effimere verità. Se noi viviamo lì e diciamo le parole del Vangelo questo scomoda e ci guarderanno non bene».

Ma il Signore invita a non avere paura. «Non dimenticate questa parola», dice ancora Francesco: «Non abbiate paura di chi vi deride e vi maltratta, e non abbiate paura di chi vi ignora o “davanti” vi onora ma “dietro” combatte il Vangelo. Sono tanti che davanti ci fanno sorrisi, ma da dietro combattono il vangelo, tutti li conosciamo. Ma Gesù non ci lascia soli perché siamo preziosi per Lui. Per questo non ci lascia soli, ognuno di noi è prezioso».

Author: La Fede Cattolica

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